Un buon intervento di Giuliano Pisapia all’incontro di Libertà e Giustizia. Bello e coinvolgente, ma con alcune contraddizioni. Non si capisce infatti come il sindaco possa conciliare la sua richiesta forte (e condivisibile) di rinnovamento (a prescindere dalla qualità delle persone) con la presenza nell’amministrazione Pisapia di cariatidi (non necessariamente anagraficamente) quali Baruffi, Benelli, Confalonieri, Majorino, Maran e soprattutto Bruno Tabacci – l’uomo che scrocca uno stipendio da parlamentare per fare l’asserrore a Milano e tutelare gli interessi di pochi – un galleggiatore protagonista di quella politica che il manifesto di Libertà e Giustizia definisce “un’attività non solo non attrattiva ma addirittura repulsiva”.
Né si possono conciliare il racconto dei 2mila senzatetto aiutati nei gironi di gran freddo e quello dei biglietti della Scala venduti per restaurare una scuola ligure con il quasi milione di euro che i milanesi spendono ogni anno per quattro maggiorenti (Baruffi, Confalonieri, Corritore, Mastrangelo), oltre alla valanga di portaborse per arrivare quasi a quota tre milioni. La buona politica, quella dell’equità citata anche dal sindaco, comincia proprio da qui, dal rispetto dei cittadini e della loro fatica.
