Riceviamo da Giulio Gallera e pubblichiamo l’altra versione dei fatti, quella d’opposizione, sul bilancio. Troviamo particolarmente preoccupante che uno come Franco D’Alfonso – con il passato di flop e fallimenti che porta con sé – possa gestire 1,5 milioni di euro per la “progettazione del brand Milano”, un concetto offensivo in sé, a maggior ragione quando tanti milanesi stentano ad arrivare alla fine del mese. L’idea che uno che ha partecipato a un fallimento da 13 milioni (Bopa BT) maneggi cifre di questo genere cper finalità che definire “fumose” è essere ottimisti conferma la nostra delusione per questa amministrazione.
Cari amici, è stata una lunga battaglia ma alla fine ce l’abbiamo fatta: la Giunta Pisapia ha ritirato il Bilancio per modificarlo. E’ un grande successo ed è la prima volta che accade a una delibera di bilancio. Finalmente l’amministrazione parla di tagli alla spesa e riduzione delle tasse per un valore di circa 30 milioni di euro, rispondendo alle richieste su cui abbiamo insistito a favore dei cittadini milanesi. Abbiamo infatti ottenuto, dopo più di cento ore in Consiglio, la riduzione dell’Imu di due punti su negozi e laboratori artigianali (dal 10,6 all’8,6) e di un punto sulle seconde case (dal 10,6 al 9,5). Abbiamo poi ottenuto la riduzione della tassa sugli immobili per le Onlus (da 10,6 a 8,8) e per lo start up di nuove società.
Purtroppo al taglio delle tasse non ha corrisposto un taglio degli sprechi. Infatti la Giunta Pisapia invece di tagliare gli sprechi come promesso (2 milioni di euro per manifestazioni come il festival musicale MiTo, 1,5 milioni per lo studio del progetto Brand Milano, 10 milioni di euro per la partecipata Milanosport), ha preferito tagliare per 20 milioni le spese telefoniche e postali e ridurre le risorse destinate all’illuminazione.
Ha poi recuperao, sotto forma di dividendi, circa 10 milioni di euro da Atm e MM, risorse che le due società di servizi milanesi potevano destinare al miglioramento dei servizi ai cittadini.
