(AGENORD) – Milano, 14 sett. – La Camera del Lavoro di Milano replica, a stretto giro di posta, a Franco D’Alfonso che su Affaitaliani.it aveva avanzato l’idea della cessione di Sea, dopo la quotazione in Borsa. “La reazione scomposta e poco lucida di D’Alfonso è la conferma – precisa la CGIL – se ancora ce ne fosse stato bisogno, che lui è tra quelli che sta vivendo come una sconfitta calcistica, la soluzione ottenuta su Sea. Non si preoccupi, la Cgil ha capito sin da subito quale fosse la reale partita su Sea, anche per questo consideriamo la soluzione adottata quella migliore. Per noi bastano le parole del sindaco, che per la seconda volta ha garantito che il controllo di Sea resterà in capo al comune. D’Alfonso se ne faccia una ragione, ha toppato per l’ennesima volta”. Continue reading
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La schiena dritta di Tabacci
Bruno Tabacci: «Il bando (vendita SEA a Gamberale – ndr) è stato del tutto regolare, non abbiamo timori e chiediamo che siano fatte tutte le verifiche e gli accertamenti necessari. F2i è un socio e con i soci si parla, si discute e qualche volta si litiga. Comunque noi abbiamo la schiena dritta perché abbiamo sempre fatto gli interessi dei cittadini di Milano» Continue reading
Caffè o champagne?
“L’inchiesta che ha portato Gamberale e Maia ad essere accusati di turbativa d’asta è nata da una telefonata del 14 luglio dell’anno scorso intercettata nell’ ambito di un’indagine della procura di Firenze e trasmessa, assieme ad altri atti, a quella di Milano, nella quale l’amministratore delegato di F2I conversando con Maia aveva parlato della possibile indizione di parte di Palazzo Marino del bando di gara e di un appalto «fatto su misura» per le esigenze del fondo. Si tratta di un dialogo che ha aperto una serie di interrogativi e in base al quale inquirenti e investigatori vogliono accertare se siano state commesse irregolarità nello stesso bando di gara e se c’è stato qualcuno che ha avvertito con largo anticipo i due di un’operazione con cui alla fine F2I si è aggiudicata per 385.000.001 euro (un euro in più rispetto alla base d’asta) una fetta consistente di Sea.” Continue reading
Democrazia e rappresentanza
Un anno fa Giuliano Pisapia vinceva le elezioni. E le vinceva alla grande, non tanto per la maggioranza netta, quanto per il fatto che al secondo turno non c’è stato calo di affluenza, cosa assai rara ai ballottaggi: i milanesi sono andati alle urne e convinti hanno dato a Pisapia il mandato di governare la città. Ma da dove viene il successo di Pisapia? Dalla sua persona certo, dalla sua campagna elettorale da manuale, ma anche dalla coalizione, che si è mostrata insolitamente compatta sebbene di diverse origini. Continue reading
Il problema è il metodo
“Sebbene non si possa che applaudire quando i nostri amministratori si rivolgono direttamente ai cittadini per prendere le decisioni, questa, la consultazione pubblica sulla vendita di Sea, non può essere un modello di partecipazione, almeno se le condizioni rimangono quelle attuali.” Continue reading
La strada
“La decisione sulla cessione di quote SEA la decideremo con il consenso della città. La cessione del 50,01% di quote Sea è una decisione che sarà presa in via definitiva dopo lo scambio di azioni Sea-Serravalle con la Provincia, per il quale è già stata firmata una lettera di intenti. Vogliamo che una decisione così rilevante, che in ogni caso dovrà consentire al Comune di mantenere il controllo sugli indirizzi strategici di interesse pubblico, tra cui l’occupazione, venga condivisa con la città attraverso forme di ampia consultazione”. Continue reading
Ci siamo: asta irregolare per SEA
“Militari della Guardia di Finanza hanno acquisito negli uffici del Comune di Milano documenti amministrativo-contabili riguardanti la cessione delle azioni della Sea a favore della società F2i. Nell’ambito dell’inchiesta della procura di Milano, che procede per il reato di turbativa d’asta, i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno perquisito anche gli uffici del Fondo F2i, coinvolte nella presunta cessione irregolare di azioni. Vito Gamberale, ad di F2i, è indagato dalla procura per turbativa d’asta nell’ambito dell’inchiesta sulla vendita delle quote Sea a F2i. Insieme con lui è indagato anche un suo collaboratore, Mauro Maia.” Continue reading
Tabacci vuol vendere l’auto per comprare la cena
Sul Corriere di oggi l’Assessore al Bilancio Tabacci propone di vendere quote SEA per pagare la “manutenzione straordinaria” della città (buche nelle strade, ecc.).
A parte la straordinaria somiglianza con la svendita dell’AEM fatta dalla Giunta Albertini (con che risultati, poi? Dopo qualche anno di furia bituminosa le buche erano tornate tali e quali…), è un po’ come se – fatte le debite differenze – in famiglia si decidesse di vendere la macchina (o i gioielli) per comprarsi da mangiare: è il segno che c’è qualcosa che non funziona. Il capitale prima o poi va ad esaurimento, le spese ordinarie andrebbero pagate con le entrate correnti. Si tratta di un principio base del “buon padre di famiglia”, di cui però l’Assessre Tabacci sembrerebbe essersi dimenticato.
Giuliano per favore ferma lo scempio
“Vito Gamberale e Franco Bassanini hanno un segreto, o forse un sogno: trasformare la milanese Metroweb in un campione nazionale nella banda larga in fibra ottica. Gamberale e Bassanini sono rispettivamente amministratore delegato e presidente di F2i che, con una raccolta di 1,852 miliardi di euro, si definisce il più grande Fondo operante in Italia e tra i maggiori Fondi infrastrutturali del mondo dedicati a un solo paese. Il sogno di Gamberale e Bassanini coinvolge e interessa un vasto fronte anche politico che parte dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e finisce all’assessore al Bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci, della giunta guidata da Giuliano Pisapia. Vediamo perché.” Continue reading
Il bene comune ridotto a gioco di dividendi
“…si consegna il potere su materie tanto sensibili ad un centro decisionale centralistico lontano dai territori, anonimo, esente da obblighi a dover servire l’interesse generale. Un puro gioco azionario e di dividendi. Sembrano davvero le campane a morto per una lunga storia di autonomia comunale che per secoli ha segnato il nostro Paese. In realtà le parabole di A2A, Iren, Hera sono la palese dimostrazione del fallimento delle privatizzazioni fatte finora. Continue reading