“Oggi, 22 maggio, alle 06.40 le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno sgomberato Palazzo Citterio. Sono entrate nel palazzo passando attraverso l’orto botanico dell’Accademia di Brera e contemporaneamente hanno chiuso via Brera e i vicoli adiacenti. Macao aspettava a porte aperte con più di sessanta persone. All’arrivo di Polizia e Carabinieri è seguito quello dell’Esercito. Per la seconda volta in una settimana, in due luoghi che hanno svelato forti criticità attorno alla gestione delle politiche economiche e culturali della città di Milano e del Paese, le questioni aperte da cittadine e cittadini sono state ridotte a questioni di ordine pubblico.” Continue reading
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La rivoluzione arancione e blu
La casa è un bene primario
Il «diritto all’abitazione» va annoverato fra i «beni primari collegati alla personalità » che meritano di essere annoverati tra i diritti fondamentali della persona (tutelati dall’articolo 2 della Costituzione): pertanto i supremi giudici ritengono che l’occupazione abusiva di una casa, da parte di una persona indigente e in stato di necessità, possa ritenersi «giustificata» e non portare alla condanna penale. Lo ha stabilito la Cassazione, annullando con rinvio la condanna per occupazione abusiva di una casa dello Iacp inflitta a una donna dal tribunale e dalla Corte d’Appello di Roma. Spiega la Seconda sezione penale di piazza Cavour, (sentenza 35580) che «rientrano nel concetto di «danno grave alla persona» non solo la lesione della vita o dell’integrità fisica, ma anche quelle situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona: pertanto, rientrano in tale previsione anche quelle situazioni che minacciano solo indirettamente l’integrità fisica in quanto si riferiscono alla sfera dei beni primari collegati alla personalità, tra i quali deve essere ricompreso il diritto all’abitazione in quanto l’esigenza di un alloggio rientra fra i bisogni primari della persona». Continue reading
Pasqua
Da Comitato abitanti San Siro per il diritto alla casa: “Sgomberata ragazza madre con tre minori: è solo la prima delle 4 famiglie che oggi l’assessorato del Comune di Milano di Lucia Castellano ha deciso di sgomberare in via Pastonchi. Grazie Giuliano buona pasqua anche a te!”
Sgomberi di sinistra
Da Twitter: “RT @sandronedazieri: Pare sia in corso il primo sgombero di Rom della giunta Pisapia. Chissà se gli sgomberi ‘di sinistra’ fanno meno male.”
Schizofrenici
Pierfrancesco Majorino: “Esprimo profondo dispiacere per la scomparsa dell’uomo di nazionalita’ indiana che viveva senza fissa dimora. Questo evento tragico tocca ancora una volta una delle questioni che ci stanno a cuore per la nostra citta’: dobbiamo intensificare gli sforzi per togliere dalla strada i clochard, vivere in questo modo non e’ cosa degna e giusta per uomini e donne. Venerdi’ prossimo in Giunta presenteremo il Piano antifreddo, che prevede un aumento dei posti disponibili nei dormitori, un maggior coinvolgimento nelle attivita’ di aiuto ai senzatetto da parte delle associazioni del terzo settore e, in novembre, l’organizzazione di alcune giornate cittadine per la raccolta di indumenti e coperte”. Continue reading
Proprio come piace a De Corato
“I vigili, accompagnati dal Comandante Tullio Mastrangelo, questa mattina si sono presentati insieme agli operatori sociali del Comune e hanno spiegato alle famiglie i motivi per i quali non potevano più continuare a stare lì”. Ah ok, capito, sono state sgomberate. Almeno così si definivano fino a pochi mesi fa queste operazioni. E non di qualche famiglia, come sembrava dall’oggetto, ma 133 persone. Ancora il comunicato: “Il campo di via Airaghi, al confine con il Comune di Settimo milanese, era costituito da 52 baracche, dove vivevano 41 famiglie, per un totale di 133 persone, di cui 48 minori. La società Serravalle proprietaria dell’area, sta procedendo alla pulizia e messa in sicurezza dell’area”. Alle persone sgomberate il Comune ha offerto più o meno le cose che offriva la Moioli quando era nei giorni di grazia: “sistemazione provvisoria nei centri di accoglienza” ma dividendo donne e uomini: i maschi da una parte, le femmine e i bimbi dall’altra. “Al momento però le famiglie hanno preferito abbandonare il campo senza accettare la nostra proposta” scrive ancora Granelli. E magari se ne sono andate senza neanche ringraziare. Continue reading